
Per la rubrica che vede protagoniste man mano tutte le case editrici che abbiamo l’onore di avere nel nostro roster di CE in distribuzione presso tutte le librerie indipendenti, di catena e store digitali d’Italia, abbiamo la casa editrice Talea.
Talea è un’azienda educativa transmediale che crea contenuti per l’infanzia.
Le fondatrici della casa editrice sono Roberta Pastore e Anella Mastalia, entrambe salernitane, tutte e due appassionate e mosse dalla volontà di accompagnare bambini e bambine nella realizzazione di un progetto di vita all’altezza dei loro sogni, indipendentemente dal contesto di partenza.
Progetto di punta della casa editrice è legato alla figura storica di Trotula de Ruggiero, prima donna medico.

Siete entrambe di Salerno, e il vostro progetto illustrato su Trotula ha lo scopo di far conoscere la figura della prima medica della Storia. Come avete avuto l'idea di adattarla per i più piccoli?
L’idea nasce dal desiderio di riportare alla luce una figura straordinaria, cruciale per la storia della medicina e per la storia delle donne, ma ancora troppo poco conosciuta e valorizzata. Trotula de Ruggiero è stata una donna sapiente, libera, autorevole, profondamente legata alla cura, alla conoscenza e alla città di Salerno: una figura che meritava di uscire dai libri di storia e tornare a parlare al presente.
Abbiamo pensato che il modo più autentico e potente per farla conoscere fosse partire dai bambini. Raccontare Trotula ai più piccoli significa portare la sua storia nelle scuole, nelle famiglie, nelle case, trasformandola in un personaggio capace di ispirare curiosità, coraggio e fiducia. I bambini hanno uno sguardo aperto, accolgono con naturalezza le storie di donne forti, intelligenti e visionarie, e attraverso di loro certi messaggi arrivano anche agli adulti.
Per questo abbiamo scelto il linguaggio dell’albo illustrato e della narrazione: perché permette di rendere accessibile una figura storica complessa senza semplificarne il valore. La nostra Trotula non è solo un personaggio del passato, ma una guida gentile e contemporanea, capace di accompagnare bambine e bambini alla scoperta del sapere, della cura di sé, del rispetto degli altri, della natura e delle proprie possibilità.
Adattarla per i più piccoli è stato, quindi, un modo per restituirle voce e futuro: far sì che una figura così importante, ma a lungo sottovalutata, potesse finalmente entrare nell’immaginario collettivo partendo proprio da chi costruirà il domani.

Per questo complesso progetto è stato realizzato “Trotula e il sentiero del vento”, un corto poetico dove si immagina l’incontro con Trotula de Ruggiero. Se aveste la possibilità di conoscerla davvero, cosa le direste?
È una domanda bellissima, che in realtà ci siamo poste spesso durante il nostro percorso. In un certo senso, il desiderio di incontrare Trotula e di dialogare con lei è stato così forte da diventare parte stessa del progetto: abbiamo infatti immaginato e realizzato anche un avatar di Trotula, con cui poter interagire, fare domande, ricevere risposte, quasi a creare un ponte tra la sua epoca e la nostra contemporaneità.
Le abbiamo chiesto persino se fosse felice di essere tornata a vivere nel presente, attraverso un personaggio vicino ai bambini. E la sua risposta è stata molto semplice e potente: sì, perché oggi può continuare a essere accanto alle nuove generazioni, parlare ai più piccoli, accompagnarli nella scoperta della cura, della conoscenza, della libertà e del rispetto.
Se però avessimo davvero la possibilità di incontrare la Trotula storica, le diremmo prima di tutto grazie. Grazie per quello che ha fatto per le donne, per essere stata vicina a loro in un tempo in cui la voce femminile aveva poco spazio, per aver curato il corpo ma anche la dignità, la consapevolezza e, in qualche modo, il cuore di tante donne.
Le diremmo che il suo esempio continua a parlarci ancora oggi. Che la sua determinazione, la sua libertà, il suo sapere e il suo coraggio sono diventati per noi una guida. E forse le diremmo anche che, attraverso questo progetto, ha curato un po’ anche noi: ci ha insegnato a credere nella forza delle storie, nella responsabilità della memoria e nella possibilità di trasformare una figura del passato in una presenza viva, capace di ispirare il futuro.
Oltre ai volumi illustrati, sulla figura di Trotula avete messo a punto anche dei progetti per le scuole e le famiglie. In cosa consistono?
Oltre ai volumi illustrati, Trotula è diventata un vero progetto transmediale, pensato per avvicinare bambini, scuole e famiglie alla storia in modo inclusivo, creativo e partecipato. L’idea è che ogni bambino possa incontrare Trotula attraverso il linguaggio che sente più vicino: il libro, il gioco, il teatro, il cinema, il digitale, l’esperienza sul territorio.
A partire dalla figura di Trotula e dalla Scuola Medica Salernitana, abbiamo costruito percorsi didattici e laboratoriali che permettono di affrontare temi importanti come la cura, il benessere, l’alimentazione, la parità di genere, il patrimonio culturale e il Mediterraneo. Con le scuole proponiamo attività narrative, creative e interdisciplinari: letture animate, laboratori, schede didattiche, giochi, percorsi di educazione alimentare e momenti di confronto pensati per diverse fasce d’età.
Accanto ai libri ci sono poi esperienze sul territorio, come il TroTour, un percorso alla scoperta dei luoghi legati a Trotula e alla storia di Salerno, che invita i bambini a vivere la città come un grande libro aperto. Il progetto comprende anche il teatro, il cortometraggio Trotula e il sentiero nel vento, attività digitali e immersive, l’avatar di Trotula con cui i bambini possono interagire, e interventi nello spazio pubblico, come playground, asili e biblioteche ispirati alla sua figura.
Tra le esperienze più recenti c’è anche la mostra immersiva a Pioppi, all’interno del Museo della Dieta Mediterranea, dove il libro Trotula e la Dieta Mediterranea prende vita attraverso immagini, narrazione, contenuti digitali e attività interattive. È un viaggio pensato per accompagnare bambini e famiglie tra storia, alimentazione, cura di sé e cultura mediterranea.
L’obiettivo è rendere Trotula non solo un personaggio da conoscere, ma una compagna di viaggio: una figura storica capace di parlare ancora oggi ai bambini e alle bambine, alle famiglie e agli insegnanti, attraverso linguaggi diversi, accessibili e coinvolgenti.
Cosa significa creare contenuti inclusivi per bambini, e quali sono i punti cardine?
Per noi creare contenuti inclusivi significa partire da un’idea molto semplice: non tutti i bambini apprendono, comunicano e si emozionano nello stesso modo. Per questo Trotula è stato pensato fin dall’inizio come un progetto capace di parlare attraverso linguaggi diversi, così che ogni bambino possa trovare una propria porta d’accesso alla storia.
La transmedialità, in questo senso, non è solo una scelta narrativa, ma anche educativa. Libri illustrati, audiolibri, teatro, laboratori, contenuti digitali, esperienze immersive e attività nello spazio pubblico permettono di valorizzare le diverse intelligenze e i diversi modi di apprendere: c’è chi entra meglio in una storia attraverso le immagini, chi attraverso l’ascolto, chi attraverso il movimento, chi attraverso il gioco, chi attraverso l’esperienza pratica.
Un punto cardine è anche l’attenzione alla comunicazione accessibile. Stiamo lavorando sull’utilizzo della CAA, la Comunicazione Aumentativa Alternativa, e sulla traduzione dei contenuti in CAA, perché crediamo che le storie debbano poter essere condivise anche da bambini con bisogni comunicativi complessi o con modalità diverse di lettura e comprensione. Rendere un libro accessibile non significa semplificarlo in modo povero, ma aprirlo a più possibilità di incontro.
Gli audiolibri vanno nella stessa direzione: permettono ai bambini di ascoltare, immaginare, seguire il ritmo della narrazione anche quando la lettura autonoma non è ancora pienamente acquisita o risulta più faticosa. L’obiettivo è costruire contenuti che non escludano, ma accompagnino.
Per noi inclusione significa anche rappresentare valori come la cura, il rispetto delle differenze, la libertà, la gentilezza, la parità e la fiducia nelle proprie possibilità. Trotula è una figura femminile forte, sapiente e accogliente, che permette di parlare ai bambini e alle bambine di conoscenza, autodeterminazione e responsabilità verso gli altri.
I punti cardine sono quindi accessibilità, pluralità dei linguaggi, attenzione alle diverse intelligenze, qualità narrativa e valore educativo. Vogliamo che ogni bambino possa sentirsi accolto dentro una storia e possa trovare in Trotula non solo un personaggio da conoscere, ma una presenza capace di parlare anche a lui, nel modo più vicino alla sua sensibilità.
La vostra formazione accademica non è perfettamente aderente al mondo dell’editoria. Cosa vi ha portato a voler diventare editrici?
È vero, non veniamo da un percorso editoriale tradizionale: Roberta è architetta e ha terminato un dottorato in Didactics, Special Pedagogy and Technology for Inclusive Education, mentre Anella ha una lunga esperienza imprenditoriale nel settore della cartotecnica. Proprio questa apparente distanza, però, è diventata uno dei punti di forza del progetto.
L’architettura ha portato uno sguardo progettuale, capace di costruire spazi, percorsi e relazioni tra forme, persone e luoghi. Con Trotula questo approccio si è trasformato nella volontà di progettare non solo libri, ma esperienze narrative capaci di accompagnare bambini, famiglie e scuole dentro una storia, un territorio e un immaginario. Ogni volume, ogni laboratorio, ogni allestimento nasce infatti come un piccolo progetto culturale, in cui testo, immagine, spazio e partecipazione dialogano tra loro. Il percorso di ricerca sull’educazione inclusiva ha rafforzato ulteriormente questa visione, orientando il progetto verso linguaggi accessibili e contenuti capaci di parlare a bambini diversi, con modalità diverse.
Anella, invece, porta una competenza preziosa legata alla materia, alla stampa, alla qualità del prodotto e alla dimensione imprenditoriale. La sua esperienza nella cartotecnica ha permesso di guardare al libro non solo come contenuto, ma anche come oggetto da curare in ogni dettaglio: dalla carta alla resa grafica, dalla sostenibilità alla produzione. Il suo sguardo imprenditoriale è stato fondamentale per trasformare un’intuizione culturale in un progetto concreto, strutturato e capace di crescere.
Siamo diventate editrici perché abbiamo sentito che Trotula non poteva restare solo un’idea o un singolo racconto. Aveva bisogno di una casa, di una visione autonoma, di un progetto capace di svilupparsi nel tempo. L’editoria, per noi, è diventata il modo per dare forma a questa visione: recuperare una figura femminile straordinaria della nostra storia, renderla accessibile ai più piccoli e trasformarla in uno strumento di educazione, inclusione e valorizzazione del patrimonio culturale.
In fondo, siamo arrivate all’editoria portando con noi tutto ciò che sapevamo fare: progettare, costruire, immaginare, produrre e prenderci cura dei dettagli. E forse è proprio questo sguardo trasversale che ci permette di raccontare Trotula in modo vivo e contemporaneo.
Cosa dobbiamo ancora aspettarci dalla figura di Trotula? Cosa ancora bolle in pentola?
In questi anni ci siamo divertite a sperimentare molto, portando Trotula dentro linguaggi, luoghi e formati diversi: dai libri ai laboratori, dal teatro al cortometraggio, dalle esperienze immersive ai percorsi sul territorio. È stata una fase molto ricca, che ci ha permesso di capire quanto questa figura sia ancora capace di parlare al presente e di generare connessioni.
Ora sentiamo il bisogno di consolidare tutto questo e di far crescere intorno a Trotula una comunità sempre più ampia: bambini, famiglie, insegnanti, librerie, scuole, istituzioni e persone che si riconoscono nei suoi valori. Vorremmo che Trotula diventasse non solo un personaggio da scoprire, ma un punto di riferimento educativo e culturale, capace di accompagnare percorsi diversi e di creare relazioni.
Una delle novità più importanti, appena nata, è la prima Ambasciata dei Bambini del Mediterraneo, a Pioppi. È un luogo di incontro, condivisione e immaginazione, in cui i bambini possono avvicinarsi ai temi del dialogo, della pace, della cura, dell’ambiente e della cultura mediterranea. L’ambasciatrice dei bambini è ovviamente Trotula: una figura che unisce conoscenza, ascolto, accoglienza e attenzione verso l’altro.
In un mondo complesso come quello che stiamo vivendo, crediamo sia fondamentale educare fin da piccoli al dialogo, alla cooperazione e alla pace. Trotula continuerà quindi a crescere in questa direzione: come progetto editoriale, educativo e culturale, ma soprattutto come comunità viva. Il nostro invito è semplice: seguiteci, perché il viaggio di Trotula è appena cominciato e vi invitiamo a farne parte.




